Cancro ai polmoni

La terza diagnosi più frequente di cancro in Svizzera è il «cancro del polmone», che colpisce ogni anno 3‘500 persone.

Come si manifesta il cancro ai polmoni? – Sintomi

Nello stadio iniziale è difficile riconoscere il cancro del polmone, poiché i sintomi sono spesso atipici e associabili anche ad altre malattie più innocue delle vie respiratorie e dei polmoni. Determinati tipi di cancro del polmone (carcinomi bronchiali a piccole cellule) hanno tuttavia una crescita molto veloce e sviluppano rapidamente formazioni maligne secondarie (metastasi).

Quali sintomi possono indicare la presenza di un cancro del polmone?
Una serie di disturbi potrebbero essere indizi di un cancro del polmone. Se più d’uno dei seguenti sintomi compaiono per un periodo di due settimane, si raccomanda di sottoporsi a un accertamento medico:

-tosse secca e ostinata (a eccezione che non sia dovuta a raffreddamento e febbre). Proprio chi fuma, e fa quindi parte del più grande gruppo a rischio, convive abitualmente con una cronica «tosse del fumatore» e tende a evitare di sottoporsi a una visita medica. Questo può avere conseguenze fatali, perché le probabilità di successo di un trattamento diminuiscono sensibilmente, tanto più la malattia è progredita
-febbre senza chiare cause
-dispnea già in caso di leggera attività
-raucedine persistente
-dolori ossei
-inappetenza e perdita di peso involontaria
-gonfiori su braccia, collo e viso. Dolori incessanti al petto e alle braccia sono un indizio del cancro del polmone a uno stadio già avanzato, quando il tumore agli apici superiori dei polmoni inizia a irritare i nervi delle aree adiacenti. Gonfiori su braccia, collo e viso subentrano quando il tumore causa una stasi nei vasi sanguigni

Individuare il cancro ai polmoni - Diagnosi

Gli indizi del cancro del polmone vengono spesso scoperti per caso, analizzando una radiografia nel corso di un esame di routine. Esami obiettivi, metodica per immagini e analisi di laboratorio su campioni di tessuti consolidano una diagnosi.

Diagnostica per immagini

Non è possibile con una sola radiografia convenzionale formulare una diagnosi definitiva di questo tipo di cancro. Per un referto sicuro e l’esatta localizzazione di un possibile tumore vengono perciò impiegate altre metodiche per immagini.

-Tomografia computerizzata (CT)
La CT rappresenta il polmone in sottili sezioni o strati. È così possibile stabilire la grandezza del tumore, la sua esatta localizzazione e, se del caso, anche le metastasi.
-Tomografia a emissioni di positroni (PET)
Con la PET, specifiche sostanze radioattive rendono visibili le attività delle cellule tumorali. La PET viene spesso combinata con la CT. In questo esame, l’esposizione a radiazioni ionizzanti è modesta.
-Tomografia a risonanza magnetica (MRT))
La MRT è particolarmente adatta a rappresentare la struttura di tessuti e organi e a riconoscere possibili metastasi nel cervello.
-Ultrasuoni
La «sonografia» è particolarmente adatta per individuare eventuali metastasi negli organi addominali. Durante questa procedura, i pazienti non sono esposti ad alcun tipo di radiazioni.
Ottenimento di un campione di tessuto

Ottenimento di un campione di tessuto

In caso di sospetto cancro del polmone si ricorre spesso alla broncoscopia. Durante questo esame viene introdotto un sottile tubo flessibile dotato di una piccola telecamera terminale attraverso il naso e la gola, fino a raggiungere le vie respiratorie. Contemporaneamente vengono prelevati nei punti sospetti della mucosa campioni di tessuto. La loro analisi consente di caratterizzare in modo più preciso il tipo di tumore.

Per lo più colpa del fumo

La principale causa del cancro del polmone è il fumo di tabacco. Particolarmente a rischio sono i fumatori e le fumatrici abituali, ma anche persone fortemente esposte al fumo passivo. In casi più rari, un elevato inquinamento da radon o sostanze nocive come l’amianto possono provocare il cancro.

Fumo di tabacco

In circa l’85 percento dei casi il cancro del polmone è provocato dal fumo di tabacco. Particolarmente dannose sono le sigarette, perché le sostanze nocive inspirate raggiungono, nella fase d’inspirazione, le aree più profonde del polmone. Chi fuma ha un rischio 20 volte maggiore di contrarre il cancro del polmone rispetto alle persone che hanno rinunciato tout court alle sigarette. Il rischio, inoltre, aumenta per ogni «anno da fumatore» e con il numero di sigarette fumate giornalmente. Il fumo di sigari e pipe non è meno pericoloso – causa, però, più frequentemente il cancro della cavità orale, della faringe e della laringe. Il cancro del polmone si sviluppa molto lentamente: nelle fumatrici e nei fumatori possono volerci mediamente 20 anni prima che la malattia faccia la sua comparsa. Anche chi è esposto per anni al fumo di tabacco passivo ha un elevato rischio di contrarre il cancro del polmone.

Inquinamento da radon

Il radon è un gas radioattivo presente in natura, che fuoriesce in piccole quantità dagli strati superiori del terreno e che si disperde nell’atmosfera. In spazi chiusi, il radon può accumularsi e se inspirato regolarmente in concentrazioni elevate può costituire un pericolo per il tessuto polmonare.
Prima che il radon provochi un cancro del polmone possono trascorrere anni o decenni. Ciò nonostante, in Svizzera questo gas rappresenta la seconda causa più frequente del cancro del polmone. Gli esperti stimano in 200 – 300 il numero di decessi all’anno causati dall’inquinamento da radon.

Amianto e altre sostanze nocive

Una piccola parte dei casi di cancro del polmone è originata da sostanze nocive come l’amianto. Questi casi sono per lo più dovuti a esposizioni collegate alla professione esercitata.
La fibra naturale dell‘amianto può causare, oltre al cancro del polmone, anche un tumore maligno della pleura polmonare (mesotelioma pleurico).

Altri agenti che possono causare il cancro del polmone:
-composti dell‘arsenico
-composti di cromo e nichel
-polvere di quarzo
-inquinamento dell’aria con polveri sottili e idrocarburi

Altri fattori di rischio

Dopo aver superato una tubercolosi, nel tessuto polmonare possono rimanere delle cicatrici. Questi punti sono particolarmente sensibili e soggetti a un maggior rischio di contrarre il cancro.
Se uno dei genitori si ammala di cancro del polmone già prima dei 65 anni, anche i figli avranno un rischio leggermente più elevato di contrarlo. Questo rischio ereditato è, però, minore rispetto a quello di altre forme di cancro quali il cancro della mammella o il cancro del colon.

Terapia o intervento chirurgico - Trattamento

Le tre forme di trattamento in caso di cancro del polmone sono la chemioterapia, la radioterapia e l’intervento chirurgico. L’impiego di una o dell’altra forma dipende dal tipo di cancro e dallo stadio che ha raggiunto. Viene preso in considerazione anche lo stato di salute generale della persona colpita.

Quando la malattia è allo stadio iniziale, vi sono fondate possibilità di guarigione: il tumore può infatti essere asportato completamente con un intervento chirurgico o distrutto mediante altri metodi terapeutici. Se questo non è possibile, si tende a contenerne la crescita, a evitare un’ulteriore progressione della malattia e ad alleviare i sintomi più gravosi.

Trattamento del carcinoma broncogeno a piccole cellule

Il cancro del polmone a piccole cellule cresce rapidamente e all’atto della formulazione della diagnosi ha per lo più già formato delle metastasi nel cervello, nelle ossa e nel fegato. Nella maggior parte dei casi non è perciò possibile intervenire chirurgicamente e si ricorre solitamente a una combinazione di chemioterapia e radioterapia. Il carcinoma broncogeno a piccole cellule è tuttavia una forma piuttosto rara del cancro del polmone. Con la chemioterapia, le sostanze aggrediscono soprattutto le cellule malate che stanno dividendosi (citodieresi). Vengono, però, distrutte anche le cellule sane che si dividono molto rapidamente nella mucosa gastrica, nel midollo osseo e nelle radici dei capelli. Sono così possibili effetti collaterali come: nausea, vomito e diarrea, infezioni, emorragie e caduta temporanea dei capelli. La tollerabilità della chemioterapia varia molto da individuo a individuo. Alla chemioterapia segue nella maggior parte dei casi la radioterapia, con la quale si tenta di distruggere le cellule cancerogene e le metastasi. Vengono impiegati dei raggi ad alta energia, simili ai raggi X (o raggi röntgen). Sebbene una irradiazione mirata risparmi il tessuto sano, possono manifestarsi degli effetti collaterali quali: pelle secca e arrossamenti cutanei nell’area irradiata, disturbi di deglutizione, nausea e vomito, cicatrizzazioni nel tessuto polmonare (fibrosi) o infiammazioni del pericardio (pericardite).

Trattamento del carcinoma broncogeno non a piccole cellule

Circa la metà di tutti i pazienti con cancro del polmone non a piccole cellule può essere operata. Questo è il caso di quando il tumore può essere localizzato e rimosso completamente. A seconda dell’estensione del carcinoma, vengono asportati uno o due lobi polmonari (lobectomia), talvolta anche un intero polmone (pneumonectomia). Se non è possibile un intervento chirurgico o al fine di migliorare la prognosi vengono anche impiegate, a seconda del caso, chemioterapia e radioterapia combinate. Recentemente, per speciali sottospecie di carcinoma broncogeno non a piccole cellule – soprattutto per l’adenocarcinoma – sono state sviluppate delle terapie biologiche che prendono di mira con notevole esattezza i punti deboli del tumore. Nei prossimi anni si prevede che possano essere sviluppati altri farmaci di questa categoria.

Broncoscopia e terapia medicamentosa

Anche la broncoscopia può essere impiegata per il trattamento del cancro del polmone – per esempio, per aspirare del secreto viscoso, per bloccare con opportuni farmaci o con il laser delle emorragie. Quando la crescita di un tumore restringe le vie respiratorie e causa dispnea, con la broncoscopia si può aiutare ad asportare, meccanicamente o con il laser, il tessuto proliferativo. In determinati casi si possono inserire degli stent (endoprotesi) che mantengono aperte le vie respiratorie.

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