Non lasciamo che la legge sui prodotti del tabacco diventi una farsa

Non lasciamo che la legge sui prodotti del tabacco diventi una farsa

12 ottobre 2016 | |

Domani la Commissione del Consiglio nazionale che si occupa di sicurezza sociale e sanità discuterà la nuova legge sui prodotti del tabacco. Solo se riuscirà a dissuadere il Consiglio nazionale dal dar seguito al Consiglio degli Stati e dal respingere il disegno di legge al Consiglio federale potremo davvero proteggere completamente i giovani dal tabagismo.

La Svizzera vuole davvero dotarsi di una legge sui prodotti del tabacco che protegga meglio i giovani dal consumo di questa sostanza? È la domanda a cui deve rispondere la Commissione della sicurezza sociale e della sanità, chiamata domani a decidere se raccomandare al Consiglio nazionale l’adozione o meno della decisione presa dal Consiglio degli Stati relativamente alla legge federale sui prodotti del tabacco. Pur auspicando una migliore protezione dei giovani, a giugno il Consiglio aveva tuttavia respinto il disegno di legge al Consiglio federale, chiedendo di stralciare le restrizioni previste per la pubblicità del tabacco e per la sponsorizzazione. La contraddizione è evidentissima.

La maggior parte delle fumatrici e dei fumatori inizia a fumare già prima di compiere 18 anni e la pubblicità del tabacco può indurre al tabagismo soprattutto i minorenni. Contrariamente a quanto affermato dall’industria del tabacco, infatti, la pubblicità è onnipresente e alla portata di giovani e bambini: quotidiani gratuiti che vengono letti in particolare anche dai ragazzi, pubblicità nei cinema, allettante cartellonista e sponsorizzazione di eventi come i festival open air sono solo alcuni esempi di come il fumo venga reso appetibile a giovani e bambini.

È necessario un divieto totale

Benché la bozza della nuova legge sui prodotti del tabacco rappresenti un passo nella giusta direzione, non è comunque sufficiente. La nuova legge sui prodotti del tabacco vieta infatti solo la sponsorizzazione di eventi internazionali, mentre quella di eventi nazionali come i festival open air resta ammessa. Per proteggere davvero giovani e bambini dal tabagismo, è necessario vietare del tutto pubblicità, promozione e sponsorizzazione. Il Consiglio degli Stati ha respinto il progetto di legge perché ha avuto più a cuore l’economia della prevenzione. Se il Consiglio nazionale gli darà
seguito indebolendo ulteriormente il progetto di legge del Consiglio federale, la nuova legge rischia di diventare una farsa.

La Svizzera è rimasta uno dei pochi paesi in Europa a non prevedere restrizioni alla pubblicità del tabacco nei luoghi pubblici. Nel 2004 il nostro paese ha sottoscritto la Convenzione sul tabacco dell’OMS, la cui ratifica è uno degli obiettivi del Consiglio federale. Se non attuerà il progetto di legge, la Svizzera mancherà tuttavia di soddisfare i criteri minimi previsti nella Convenzione quadro dell’OMS.

Perciò, la Coalizione per una legge efficace sui prodotti del tabacco chiede alla Commissione incaricata dell’esame preliminare di assumersi la sua responsabilità raccomandando al Consiglio nazionale di respingere la decisione del Consiglio degli Stati.

Contatti per i mass media:

Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo
Wolfgang Kweitel, collaboratore scientifico, 031 599 10 22, wolfgang.kweitel@at-schweiz.ch

Lega polmonare svizzera
Elena Strozzi, responsabile Politica, prevenzione e comunicazione, 079 555 33 79, e.strozzi@lung.ch

Dipendenze Svizzera
Monique Portner-Helfer, porta voce, 021 321 29 74, mportner-helfer@suchtschweiz.ch

Lega svizzera contro il cancro
Flavia Nicolai, responsabile stampa, +41 31 389 94 13, flavia.nicolai@krebsliga.ch

www.basta-pubblicita-tabacco.ch